Enrico Marchioro

Enrico Marchioro

“musicista padovano, è il primo ad avere ideato e a suonare un sassofono ad intonazione naturale la cui frequenza di riferimento è 432 Hz” Wikipedia.

Nato le idi di Marzo del 1985, si è diplomato in Saxofono al Conservatorio “F. Venezze” di Rovigo sotto la guida del M° Stefano Venturi. Perfeziona gli studi classici durante lo Stage internazionale del Saxofono di Faenza con il M° Marco Albonetti e all’Accademia di Santa Cecilia di Portogruaro con il M° Federico Mondelci e Marco Gerboni con cui si esibisce nella Saxorchestra.

Durate gli ultimi anni di studi, ritrova la passione per il Jazz grazie all’iniziativa del M° Marco Tamburini che lo coinvolge nell’organico della Venezze Jazz Band e gli presenta il M°Stefano Bedetti che completerà definitivamente la trasformazione da sassofonista classico a contemporaneo.

Il percorso di formazione tecnica prosegue con il M° Massimo Salvagnini, che tutt’oggi è consigliere e guida spirituale.

L’attività concertistica in campo Rock e Pop inizia da giovanissimo, a 21 anni, con la formazione Ska-Punk Talco, con i quali si esibisce fino al 2014 suonando nei palchi e nei Festival più importanti d’Europa, come ad esempio il Vina Rock in Spagna davanti ad un pubblico di oltre 50.000 persone, per ben tre edizioni, il Kubana Festival di Anapa sul Mar Nero, il Greenfield Festival di Interlaken in Svizzera e in Oriente il Fuji Rock Festival per un totale di oltre 600 concerti in tutto il mondo.

Nel 2014 la necessità di cercare nuove e più personali forme di espressione ed interazione con le persone, attraverso il linguaggio dell’arte dei suoni e dell’improvvisazione, portano ad una importantissima intuizione, quella di creare, in sinergia con la ditta maceratese Borgani, il primo saxofono al mondo ad essere costruiti con “diapason” a 432hz.

Si chiama SOPRAVVIVENZA MUSICALE il progetto solista che vede Enrico Marchioro mettere in luce le sue capacità di suonare creando un flusso vitale, dove aritmie e diversificazione dei suoni coinvolgono lo spettatore in un viaggio verso l’ascolto della propria presenza. Le note risuonano come forza ancestrale, maschile e molto terrena, secondo una interpretazione primitiva dello strumento. È ciò che sopravvivead ogni manierismo sonoro della musica.

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